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http://www.artribune.com/arti-visive/fotografia/2017/04/musei-collezioni-londra-avra-un-centro-mondiale-per-la-fotografia-victoria-albert-museum/

È uno tra i musei più interessanti al mondo. Per la qualità degli eventi, per le straordinarie collezioni, per la gestione intelligente (e creativa) degli spazi e del suo stesso patrimonio. E per quell’abilità così speciale di operare mescolanze, sconfinamenti, partendo dal regno delle arti applicate e della moda, per arrivare all’arte contemporanea, al cinema, alla musica, con uno sguardo sociologico, antropologico, storico-critico. Eppure, il Victoria & Albert Museum, nonostante la mole di appuntamenti d’alto profilo e la vastità del suo raggio d’azione, non si ferma. Cresce, si espande, immagina nuove direzioni. Un museo vivo e dunque contemporaneo per davvero. L’ultimo annuncio riguarda un ampliamento poderoso della sezione (già vastissima) dedicata alla fotografia. Si trasferirà infatti qui la raccolta della Royal Photographic Society, direttamente dallo Science Group Museum. Che tradotto in numeri significa oltre 270mila fotografie, 26mila pubblicazioni e 6mila oggetti fra attrezzature, negativi e macchinari legati alla storia della fotografia: un fondo immenso, che va a rafforzare quella che è già una tra le più importanti collezioni di fotografia a livello internazionale.

Unopera-di-Julia-Margaret-Cameron

DAI DAGHERROTIPI ALLE BORSE DI STUDIO PER I FOTOGRAFI

Nascerà così a Londra un nuovo Centro per la Fotografia, ospitato in un’area che raddoppia gli spazi attuali. A progettarlo sarà lo studio David Kohn Architects e l’opening è previsto entro il 2018. Senza dimenticare ovviamente il solito menu di mostre ed eventi (in sede ma anche all’estero) a cui il V&A ha abituato il suo pubblico. Altre opportunità saranno riservate ad artisti e fotografi, che potranno ottenere borse di studio e trascorrere dei periodi in residenza, sfruttando camera oscura, biblioteche, atelier; nel mentre, nuovi e più ampi magazzini serviranno a conservare la mole poderosa di opere e reperti. Il tutto archiviato con sistemi d’avanguardia di catalogazione e digitalizzazione. Tra i moltissimi gioielli da scoprire, i preziosi dagherrotipi degli anni Trenta del secolo scorso, i primi esperimenti col colore, i lavori di alcuni pionieri britannici, gli scatti di artisti geniali come Alfred Stieglitz, Alvin Langdon Coburn, Gertrude Käsebier, Paul Strand, Ansel Adams. E ancora, le apparecchiature di Talbot, inventore del calotipo, le lastre in vetro sensibilizzate al collodio da Frederick Scott Archer, i romantici ritratti di Julia Margaret Cameron, testimonianze del pittorialismo inglese preraffaellita. Un tesoro straordinario, che farà del V&A uno tra i più importanti templi della fotografia di tutto il globo.

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